Chi sono


CHI SONO

Nato a Torino, classe 1988. Di famiglia appartenente alla middle class, sono cresciuto nel quartiere Mirafiori. Nel corso degli anni è stata la periferia, con la sua vita frenetica e le sue dinamiche, a formare il mio carattere e la mia visione della società. Dopo aver frequentato con buoni risultati il liceo linguistico, ho deciso di affrontare il mondo del lavoro senza indugi. Il settore imprenditoriale privato è stato, prima, la mia palestra, poi, il mio habitat professionale. Con le esperienze maturate nel tempo ho sviluppato competenze nell’ambito del coordinamento e dell’ottimizzazione delle attività produttive e progettuali. Skills che, oggi, metto al servizio dei cittadini, della Regione Piemonte.

IL MIO RAPPORTO CON LA POLITICA 

La politica ha caratterizzato fortemente il mio contesto familiare. Mio padre è stato per diversi anni un dirigente sindacale della CIGL all’interno dell’Istituto di credito San Paolo. Il mio percorso ideologico si è discostato marcatamente dalle mie origini famigliari. Partendo da un’ideologia politica personale fondata sul liberismo, credo fermamente che per troppi anni la sinistra italiana abbia prediletto il comparto pubblico a discapito dell’iniziativa privata. Conseguentemente la sinistra si è dimentica, spesso volutamente, che il vero motore trainante dell’economia della Repubblica Italiana sono le imprese, soprattutto le PMI, gli artigiani ed i liberi professionisti. Ho compreso il ruolo preminente del settore privato,  lavorandoci in prima persona. Oggi è, a mio avviso, utopistico ed incosciente, ipotizzare qualsiasi rilancio economico, locale o nazionale, senza porre al centro di qualsiasi attività di pianificazione strategica imprenditori, artigiani e liberi professionisti.

IL MIO RAPPORTO CON LE IMPRESE

Per lungo tempo gli imprenditori ed i liberi professionisti sono stati demonizzati, dimenticati o osteggiati dalla sinistra italiana, che oggi dovrebbe riconoscere questi errori del passato, chiedere scusa agli imprenditori e fare il possibile per rimediare nelle scelte politiche del futuro.

LA POLITICA ESTERA

La politica estera, oltre ad essere un interesse professionale, è per me una vera e propria passione. Guardo con un attenzione particolare alle dinamiche socio-politiche del Medio Oriente e, nello specifico, a quelle che caratterizzano i rapporti intrapresi dallo Stato di Israele. Nella mia idea di politica estera vi è un sostegno totale ed incondizionato allo Stato d’Israele, che considero l’unica ed sola democrazia dell’intero Medio Oriente. Sono sostenitore di un fermo contrasto, politico ed economico, alla Repubblica Islamica dell’Iran, considerandola una minaccia per la sicurezza non solo per Israele ma per l’intero mondo occidentale. Sono un fervido sostenitore dell’atlantismo, conseguentemente anche della costruzione di rapporti privilegiati con gli Stati Uniti d’America.

LA POLITICA ECONOMICA

Il mio pensiero in ambito macroeconomico si basa sui principi dell’economia Keynesiana, ovvero in circostanze di recessione economica la domanda aggregata è insufficiente a garantire la piena occupazione, conseguentemente vi è la necessità di un intervento pubblico statale a sostegno della domanda, nella consapevolezza che altrimenti la conseguenza sarebbe un’eccessiva disoccupazione in particolare nei periodi di recessione. Quando la domanda diminuisce, è molto probabile che le reazioni degli operatori economici producano le condizioni per ulteriori diminuzioni della domanda aggregata. Da qui la necessità di un intervento da parte dello Stato per incrementare la domanda globale anche in condizioni di deficit pubblico (deficit spending), che a sua volta determina un aumento dei consumi, degli investimenti e dell’occupazione, dunque della crescita economica.

IL MIO IMPEGNO CIVICO

Il concetto chiave che caratterizza il mio percorso di impegno civico è quello di “cittadinanza attiva”. Proprio a partire da questa mentalità, ho deciso di cominciare a combattere a modo personale uno dei mali peggiori del territorio piemontese – ma non solo: la ‘Ndrangheta. Ho scritto il libro “Un cancro chiamato ‘Ndrangheta”, edito da Edizioni della Goccia. I proventi sono stati totalmente devoluti ad associazioni/enti impegnati nel sociale quotidianamente. Non è tutto. La cittadinanza attiva è, di fatto, un modo di vivere le città e i territori. Ha un’importanza fondamentale la formazione civica e la creazione di una coscienza civica nelle nuove generazioni. Crescere nuove generazioni sempre più coscienti e realmente rispettose dei territori vuol dire progettare futuri sostenibili.